14 Ho’oponopono

30 Agosto 2019

Ho aperto gli occhi, poi gli ho richiuso, poi li ho aperti ancora, avevo lo sguardo rivolto al soffitto mentre alcuni raggi di sole illuminavano la stanza. Mi avevano dato una decina di giorni per decidere se fare o non fare quel farmaco e nessuna alternativa… e io me ne stavo lì, arrotolata sotto le lenzuola mentre mi stava friggendo il cervello tra Api, Farmaci, Esami, Pensieri di ogni tipo e quella stronza malefica sempre alle calcagna !

Per uscire da quell’impiccio mentale ho iniziato a ripetere il mio mantra:

ti amo, mi dispiace, ti prego perdonami, grazie

Avevo riletto di recente Zero Limits, un antico metodo Hawaiano secondo cui siamo responsabili al 100% di tutto quello che ci capita. Il metodo ti aiuta a cancellare memorie e pensieri negativi e trovare la pace. L’obbiettivo è ripulirsi, ripulirsi, ripulirsi ripetendo costantemente il mantra che vi ho enunciato al fine di ottenere azioni positive nella nostra vita. (Rif. Libro in Biblio)

A questo punto era il caso di fare lo sforzo di alzarsi e capire come muoversi. Ero così stanca, che avevo esaurito già corpo e mente, forse avevo fatto troppo Ho’ponopono!? Così decisi di verificare, cosa ho mangiato ieri sera? Ok tutto sotto controllo, salmone al forno con Asparagi!

Ero molto confusa si, ma certa di volevere un altro parere medico; avevo troppi dubbi e pochissime certezza cosi in quei giorni cercavo di contattare un famoso Neurologo di Milano di cui avevo letto parecchi articoli.

Nutrivo particolare interesse per un farmaco di nome Movenclad, lo conoscete? (Per saperne di più https://www.donnamoderna.com/news/societa/sclerosi-multipla-cure-farmaco-cladribin) ma nello stesso tempo mi rendevo conto che non ero in grado di decidere e desideravo solo una valvola di sfogo, dovevo scappare da Torino subito! Così presa da una delle mie crisi di impulsività ho prenotato una notte al mare per due! Il “2” era mia madre che era assolutamente ignara di tutto! Cosi scesi in soggiorno e tra un ti amo, mi dispiace, ti prego perdonami, grazie bevevo una tazza di the e sgranocchiavo qualche biscotto. Quando mia madre rientro’ dal suo solito giro le posi la domanda: andiamo al mare? Ho bisogno di scappare…. lei sgrano’ gli occhi, mi guardò e poi con mio grande stupore mi disse: va bene Giorgia! E al Lulu cosa lasciamo da mangiare? Mamma, risposi, il papà farà la fame solo un giorno, vedrai che supererà la crisi, se la caverà… lo troveremo in un festino al nostro ritorno! Subito dopo preparai una piccola borsa con poca roba e intanto facevo qualche telefonata per capire se le mie amiche potevano darmi una mano ad avere dei contatti! Scrissi anche all’ospedale di Genova dove ero stata presa in carico al principio e dove continuavo a fare le visite con una cadenza semestrale nella speranza di avere risposte in tempi più ristretti. Dopo poco ero già sulle tracce del Lupo… grazie all’aiuto delle ragazze sono riuscita ad avere il contatto di una delle pazienti del Medico che stavo cercando! Era già moltissimo per me!

E allora continuavo con: Ti amo, mi dispiace, ti prego perdonami grazie! Macchina, valigia, mamma presa e siamo partite!!

Guidavo io ed era il mio primo viaggio dopo la tragedia! Mentre mia madre mi raccontava del più e del meno io continuavo con ti amo, mi dispiace, ti prego perdonami, grazie. Quei due giorni con mia mamma sono stati un calderone di Ho’ponopono andati a buon fine: trovato parcheggio in piena Aurelia il 30 di agosto a mezzogiorno con tanto di mare e cielo spettacolari!

Sottolineo che Il mantra non serve solo a noi stessi ma a tutto quello che fa parte della nostra realtà di quel momento così quando mia madre espresse il suo desiderio di mangiarsi un bel piatto di acciughe ripiene io ripetei

ti amo, mi dispiace, ti prego perdonami, grazie! Quando la sera arrivammo nel B&B la signora che ci ospitava sapete cosa stava cucinando? Le acciughe ripiene! Ma non solo… mentre stavamo andando a cena dai miei zii ce ne ha regalato un piccolo vassoio! Erano buonissime! Slurp!

Il giorno successivo mentre ero in spiaggia a spostare i sassolini con i piedi e mia madre sul bagnasciuga ho ricevuto una telefonata da un numero sconosciuto: tirai il fiato quando scoprii che non era il solito gestore telefonico ma smisi di nuovo di respirare quando mi fu fatta una, super offerta di lavoro!!! Ero incredula, ma comunque rimasi con i piedi per terra, chiesi solo di inviarmi l’offerta più nel dettaglio e dissi ci avrei pensato e ci saremmo sentiti da lì a qualche giorno.

Poche ore dopo mi chiamava la paziente del Dottore con cui ho scambiato una lunga chiacchierata: lei non era così felice del medico per svariate ragioni, un po’ per i suoi modi bruschi e un po’ perché non aveva mantenuto le promesse fatte. Questa donna ha una sclerosi primaria progressiva, per cui non ha delle ricadute come me, ma continua a peggiorare costantemente, casualità vuole che prendesse lo stesso mio farmaco Gylenia? Che le aveva bloccato le lesioni ma da quanto mi diceva continuava a peggiorare.

Quando chiese spiegazioni del perché, il dottore rispose; Signora, le lesioni sono ferme e quindi il farmaco ha funzionato, purtroppo per ora i miracoli non siamo in grado di farli.

Quelle parole mi risuonano ancora nella testa come un campanello d’allarme perché confermano ancora una volta che molte cose sono ancora un mistero anche per i medici. In ogni caso da quella telefonata ottenni il numero di telefono della segretaria del “Luminare” che a quanto pare era stronza quanto il suo datore di lavoro, così quando chiamai ero pronta al peggio.

Quando rispose al telefono mi aspettavo una voce stridula e invece era completamente diversa e piuttosto dolce.

“ Buon giorno, segreteria del “Luminare di Milano” con chi parlo?”

“ Sono Giorgia de Silva, la chiamo perché ho un grave problema di SM e ho avuto una ricaduta molto forte nelle ultime settimane, vorrei avere un parere del dottore ed essere vista urgentemente al fine di cominciare una cura il prima possibile”

La sua risposta fu molto cortese, non era come mi era stata descritta, mi disse che purtroppo il primo buco disponibile sarebbe stato i primi giorni di ottobre e che avrei dovuto richiamare alle prime ore dell’alba del mese successivo per accaparrarmi un posto!!!

Con una specie di lamento supplicavo di essere ricontattata in caso si fosse liberato un posto perché ero disperata. Lei mi rassicurò, ci salutammo e chiusi la chiamata

Continuai a ripetere Ti amo, mi dispiace, ti prego perdonami, grazie senza sosta, non era neanche passata un’ora che ricevetti una telefonata, era lei! Richiamava dicendomi che improvvisamente le avevano cancellato un appuntamento e che si era liberato un posto il 5 settembre e poi incalzò “ lo confermiamo?”, non feci altro che dire “si” e ringraziarla moltissimo. Ero sbaccalita da tutte quelle novità!! Rissumendo sarei andata a Madrid il 2-3 settembre per vedere l’apiterapeuta e il 5 sarei andata a Milano dal “Luminare”!!

Sarà che l’Ho’oponopono funziona? Se state leggendo queste mie parole farà senz’altro bene anche alle vostre vite

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